Nella nostra società, l’argomento morte non è facile da intavolare. Spesso siamo in imbarazzo, non sappiamo da dove iniziare e le reazioni sono spesso disincentivanti.
Quando si parla di morte, i nostri interlocutori spesso si esibiscono in gesti scaramantici, oppure cambiano discorso: «Ma dobbiamo parlarne proprio adesso?», oppure: «Che discorsi lugubri! Parliamo d’altro?».
Ma parlare di morte non significa evocarla. Così come pianificare il funerale, insieme alla famiglia, non significa propiziarlo. Parlare di morte è un gesto di consapevolezza.
Significa diventare consapevoli di quello che si desidera per se stessi, informandoci sui nostri diritti in modo da poterli esercitare. Come ad esempio:
- diritti sanitari, tramite le DAT – Disposizioni Anticipate di Trattamento, dove si può dichiarare, ad esempio, se si vuole o non vuole essere mantenuti in vita artificialmente.
- diritti post mortem, come la donazione del corpo a fini scientifici, la cremazione e la successiva collocazione delle ceneri.
Tutti diritti che vanno esercitati ed espressi in vita, e condivisi con le persone a noi care, affinché siano consapevoli (sì, anche loro) di quello che desiderate.
E quindi, oggi ci sentiamo di darvi quattro consigli, che potete mettere in pratica per iniziare a parlare di morte con i vostri cari, aumentando la vostra e la loro consapevolezza.
Il primo consiglio
Di fronte ai gesti scaramantici e ai tentativi di sviare il discorso, non scoraggiatevi. Il timore della morte è ben radicato nella società e la prima reazione è spesso più istintiva che realmente sentita.
Restate sereni e siate sinceri. Provate con: «Ho bisogno di parlarti di questo tema perché voglio che tu sia consapevole di quello che voglio e ci tengo a sapere che cosa vuoi tu».
E se vi chiedono: «Perché proprio ora?», la risposta più vera che potete dare è: «Il presente è l’unico momento sicuro che abbiamo. Perché dovremmo rimandare?».
Il secondo consiglio
Per intavolare il discorso, ci sono alcuni strumenti che potete provare a utilizzare insieme alla famiglia. Ve ne citiamo due, che conosciamo:
- “Tramonto Sereno”. Un portale online dove è possibile pianificare il proprio futuro funerale e pianificare ogni aspetto dell’ultima fase della vita per noi stessi, per i nostri cari e per i nostri amici a 4 zampe: dall’eredità materiale e digitale fino ai i ricordi che vogliamo lasciare agli altri. Per maggiori informazioni, puoi leggere l’intervista ai due fondatori: la funeral planner professionista Lisa Martignetti e l’ingegnere del software Alessandro Piana.
- “Prepararsi alla fine: il percorso per vivere meglio e lasciare in ordine per chi rimane”, di Carlotta Bassi. Un vero e proprio quadernone, che vi aiuterà a rimettere in ordine tutti gli aspetti legati alla fine della vita e al funerale. Ve lo presenteremo presto su questo stesso sito.
Il terzo consiglio
In Italia ci sono molteplici iniziative dedicate a normalizzare i discorsi sulla morte. Partecipare vi aiuterà ad aprirvi a questo tema, comprendendo in maniera profonda quanto sia parte integrante delle nostre vite.
Alcuni esempi:
- LIBEREMENTI. Il club del libro online per parlare dei temi della morte, del morire e del lutto. È organizzato da So.crem Cagliari ed è del tutto gratuito. Basta iscriversi compilando il seguente modulo: https://forms.gle/GDCqo5c1uB5qxP5N9.
- Death Cafè. Sono luoghi sia fisici sia online in cui è possibile parlare a ruota libera della morte. A Bologna, in presenza, sono organizzati da Associazione Rivivere. Altrimenti, c’è il Death Bar online di NIMO.
- NIMO – Network Italiano per la Morte e l’Oblio. Una nuova associazione che organizza moltissimi eventi e incontri incentrati sul tema della morte, approfondendo il tema da moltissimi punti di vista diversi.
- Il rumore del lutto. Un festival interamente dedicato ai temi della morte e del lutto, organizzato dall’Associazione Segnali di Vita, presieduta da Ines Testoni. Un programma ricchissimo di eventi, ospitati in varie parti di Italia.
Il quarto consiglio
Tenete in ordine e in un unico luogo tutti i documenti che serviranno dopo la vostra morte, così gli eredi non dovranno mettere sottosopra la casa per trovare il testamento.






