In arrivo nuovi corsi su lutto, morte e morire

In arrivo nuovi corsi su lutto, morte e morire

All’interno della proposta formativa della neonata Scuola Capitale Sociale, ci preme segnalare il percorso Tanatologico, con corsi ideati appositamente per approfondire i temi legati al lutto, al morire e alla morte.

Destinati sia agli operatori (sanitari, funebri, volontari) sia ai cittadini interessati, i corsi sono attualmente in via di creazione, ma possiamo già anticiparvi alcuni degli argomenti che saranno trattati:

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I 5 rimpianti più comuni alla fine della vita

I 5 rimpianti più comuni alla fine della vita

“Vorrei aver vissuto la vita a modo mio, non come gli altri si aspettavano la dovessi vivere”. È questo il rimpianto più comune, quello che affligge la maggioranza delle persone alla fine della propria vita.

Ne parla Bronnie Ware nel suo libro Vorrei averlo fatto, in cui individua i cinque rimpianti più comuni tra chi si trova ad affrontare la fine imminente della propria vita o di quella di un proprio caro.

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Prepararsi per tempo alla morte: un progetto irlandese

Think Ahead – letteralmente Pensa in anticipo – è il nome del progetto della Irish Hospice Foundation nato per aiutare i membri del personale a discutere e a registrare i desideri dei pazienti in caso di emergenza, malattia grave o morte, cosicché tutto sia pronto all’aggravarsi della malattia o al momento della morte. 

Ma il progetto non è rimasto tra le pareti dell’hospice…

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Parlare della morte fa bene. L’esperienza di una docente americana

«Parlare apertamente della morte ha alleviato molte delle ansie dei miei studenti, insieme alle mie. Studiare i modi in cui altre culture affrontano la fine della vita ci ha permesso di vedere che esiste una varietà di possibili risposte alla fragilità e alla finitudine umana, e ci ha aiutato a riconoscere che la morte è parte integrante della vita. E questa è una buona lezione per tutti noi».

Con queste parole, la Prof.ssa Anita Hannig, docente alla Brandeis University (Massachusetts, USA), sintetizza l’esperienza vissuta durante l’insegnamento al corso “Antropologia del morire e della morte”, che lei stessa ha fondato nel 2016. 

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Quando una persona sta morendo: come le resto accanto?

Nessuno ci prepara a vivere uno dei momenti più difficili e più dolorosi della nostra esistenza: restare accanto a una persona amata che sta morendo.

In molti casi ci sentiamo soli e impotenti: qualsiasi gesto sembra inutile, qualsiasi parola sembra di troppo. Smettiamo di parlare con la persona che amiamo perché non può risponderci. Smettiamo di toccarla per un vago senso di pudore, o di timore.

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Morte e Post Mortem: 5 domande da porsi finché si è in vita

Abbiamo quasi tutti la stessa tendenza: evitiamo di pensare alla nostra morte e rimandiamo a data da destinarsi tutta una serie di decisioni connesse con il morire, la morte e il post-mortem

Questo atteggiamento porta a due conseguenze:

  1. Rischiamo di vivere la fine della nostra vita come mai avremmo voluto.
  2. Ci lasciamo dietro una serie di problemi e di questioni irrisolte, che chi resta deve poi affrontare

Vediamo quindi insieme le cinque domande sulla morte che sarebbe meglio porsi finché si è in vita.

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Il diritto al rifiuto e alla rinuncia di cure salvavita

In questo articolo riportiamo una rielaborazione dell’intervento tenuto dal Prof. Stefano Canestari in occasione del convegno “Con dignità, senza dolore”, organizzato da SO.CREM Bologna in data 12 gennaio 2019. 

La partecipazione del Prof. Canestrari ha permesso di fare chiarezza sui diritti dei pazienti e sui doveri dei medici, entrando nel merito di due leggi italiane che regolano il rifiuto e la rinuncia di cure salvavita e l’accesso a cure palliative, terapia del dolore e sedazione palliativa profonda. 

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Il dolore non è solo fisico: i nuovi orizzonti delle cure palliative

«La sofferenza inutile è un male che dovrebbe essere evitato nelle società civili e dovrebbe essere evitato sia quando la malattia non è più guaribile sia quando la condizione clinica di disabilità è irreversibile e porta con sé dolore e umiliazione; quindi in tutte quelle condizioni di vita che sono andate al di là del limite dell’umana sopportazione».

Questo è quanto sostenuto da Maria Antonietta Farina Coscioni al convegno Con dignità, senza dolore, organizzato da SO.CREM Bologna il 12 gennaio 2019 per approfondire il tema delle cure palliative e della terapia del dolore nell’ambito del fine vita.

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Dialogo sul fine vita con la scrittrice Michela Murgia

A distanza di dieci anni dalla sua uscita, il romanzo Accabadora di Michela Murgia torna a far parlare di sé. L’autrice è stata infatti ospite dell’incontro “Un silenzio sbagliato – l’eutanasia tra romanzo, medicina e bioetica”, tenutosi a Bologna il 12 febbraio 2019.

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I luoghi della cura e della morte

Ampiamente diffusa, e non solo nel nostro Paese, la credenza che in passato si morisse “meglio”: nel proprio letto, circondati dai propri cari che fornivano amorevole assistenza. Ma era veramente così?

A questa domanda ha dato risposta il sociologo Marzio Barbargli nel corso del convegno “Con dignità, senza dolore, organizzato a Bologna dalla nostra Associazione in data 12 gennaio 2019. 

Di seguito, il riassunto del suo intervento “Tempi, luoghi e competenze: i luoghi della cura, i luoghi della morte”

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