Il significato di Buona Morte

Il significato di Buona Morte

Quali caratteristiche dovrebbe avere la morte per essere una “Buona Morte”? Ne parliamo grazie a uno studio americano che ha analizzato i desideri dei malati terminali.

La ricerca ha infatti rielaborato le testimonianze di pazienti terminali, familiari e operatori sanitari insieme a 36 differenti studi sul tema della morte e del morire.

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Lutto e cremazione: i risultati di una ricerca

Lutto e cremazione: i risultati di una ricerca

Pubblicati in maggio 2020 i risultati dello studio commissionato all’Università di Bath da parte di DignityUK per approfondire la relazione tra cremazione e lutto.

L’obiettivo della ricerca, della quale abbiamo parlato in Una ricerca sul rapporto tra cremazione ed elaborazione del lutto, era esaminare la relazione tra i differenti aspetti della cremazione (come la presenza o meno di una cerimonia) e i livelli di dolore provati dai superstiti nel corso del tempo.

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Cremazione: cambiano le tradizioni in Svezia

In Svezia, nelle grandi città, una persona deceduta su dieci viene trasferita direttamente dal letto di morte all’impianto per la cremazione, mentre le ceneri vengono disperse in maniera indistinta da personale addetto. 

Si tratta di una tendenza che è passata da meno del 2% all’8% solo negli ultimi 10 anni, almeno secondo i dati riportati dalla Swedish Funeral Home Association, che ha condotto una ricerca e ne ha condiviso i risultati.

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I bambini comprendono la morte? In che modo?

La morte è un mistero difficile da definire a qualsiasi età. Da adulti cerchiamo di darle delle spiegazioni, per cui c’è, ad esempio, chi considera la morte come un passaggio verso un Altrove variamente connotato o verso un’altra vita, e chi invece come una luce che si spegne e resta solo il nulla.

Ma da bambini? In che modo i bambini possono comprendere la morte?

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La cremazione nel Regno Unito

Secondo uno studio condotto da Coop Funeralcare UK, uno dei maggiori fornitori di servizi funebri del Regno Unito, la cremazione è ormai diventata parte integrante della tradizione funeraria.

Quattro funerali su cinque prevedono la cremazione del defunto e le statistiche indicano che questa pratica ha ormai superato la sepoltura. 

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Perché gli americani preferiscono la cremazione? Un sondaggio

Cremazione, sepoltura o tumulazione? Secondo un recente sondaggio, svolto da TermLife2Go* su un campione rappresentativo di 500 persone, il 43% degli americani intervistati vorrebbe essere cremato

Il restante 57% si divide tra sepoltura in terra e tumulazione in loculo, ma nessuna delle due opzioni ha ottenuto una percentuale pari alla cremazione

Ma, quali sono i motivi per cui gli intervistati preferiscono la cremazione

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Gli americani preferiscono la dispersione delle ceneri

Secondo un recente sondaggio* commissionato dalla National Funeral Directors Association, il 51,1% degli americani intervistati ha dichiarato che sceglierebbe la dispersione delle ceneri in un luogo d’affezione, mentre solo il 17,6% preferirebbe la collocazione in cimitero.

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Le patologie croniche in Italia: dati ed effetti sulla salute

In Italia, circa 6 anziani su 10 riferiscono che, nel corso della vita, un medico ha diagnosticato loro una o più patologie croniche e croniche progressive. Lo dimostrano i dati raccolti nel biennio 2016-2017 dalla Sorveglianza Passi d’Argento di Epicentro

Perché ne soffriamo? Che cosa comporta sulla nostra salute? A queste e altre domande ha dato risposta il Dr. Oscar Corli nel corso del convegno Con dignità, senza dolore, organizzato da SO.CREM Bologna il 12 gennaio 2019.

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Nuove risposte su Stonehenge grazie alla cremazione

Cinquemila anni fa, il popolo di Stonehenge ha sepolto le ceneri di 58 corpi cremati sotto l’antico e misterioso sito collocato vicino ad Amesbury, in Regno Unito.

Gli archeologi hanno creduto a lungo che i resti appartenessero a persone legate al monumento, ma per oltre un secolo non hanno potuto capire da dove venissero o perché erano sepolti lì. Ora, nuovi e avanzati studi di questi resti hanno permesso di fornire alcune risposte.

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Cure palliative in Italia: a che punto siamo?

Di recente, ha suscitato grande scalpore il video-testamento di Marina Ripa di Meana, nel quale dichiarava di essere venuta a conoscenza dell’esistenza delle cure palliative e della sedazione palliativa profonda solo grazie all’amicizia con Maria Antonietta Farina Coscioni, presidente dell’Istituto Luca Coscioni. 

Le dichiarazioni di Marina Ripa di Meana hanno permesso di portare all’attenzione dei cittadini una situazione che la Fondazione Nazionale Gigi Ghirotti Onlus* aveva già messo in evidenza in marzo 2017, grazie a una ricerca sulle cure palliative che, però, aveva ottenuto una visibilità mediatica decisamente inferiore.

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