Fine vita: gli anziani conoscono i propri diritti?

Fine vita: gli anziani conoscono i propri diritti?

Un’indagine di grandissimo interesse che ha permesso l’approfondimento di alcuni temi che ci riguardano tutti da vicino: i diritti del malato, le DAT (ex Testamento Biologico), la sedazione palliativa profonda, l’eutanasia e le scelte di fine vita.

Si tratta della ricerca commissionata dall’Associazione Libera Uscita alla società Pepe Research, per sondare il grado di consapevolezza della popolazione anziana italiana in materia di:

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L’ultimo numero della rivista è online

L’ultimo numero della rivista è online

Disponibile online l’ultimo numero della rivista SO.CREM Bologna Informazione, che è stato inviato via posta a tutti i soci della nostra Associazione.

Nel numero 60, 2° semestre 2021, parliamo di:

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Da aprire dopo la mia morte

Da aprire dopo la mia morte

Tenere in casa una cartellina con sopra scritto: “Da aprire dopo la mia morte”, con dentro tutti i documenti utili a gestire il post-mortem.

Macabro? Tutt’altro! Si tratta di un’ottima idea emersa grazie ai nostri Soci che, con grande serenità e pragmatismo, spesso ci dicono:

«Mi fa una copia del documento? Così lo metto in casa, nella cartellina “Da aprire dopo la mia morte”».

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Il significato di Buona Morte

Il significato di Buona Morte

Quali caratteristiche dovrebbe avere la morte per essere una “Buona Morte”? Ne parliamo grazie a uno studio americano che ha analizzato i desideri dei malati terminali.

La ricerca ha infatti rielaborato le testimonianze di pazienti terminali, familiari e operatori sanitari insieme a 36 differenti studi sul tema della morte e del morire.

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Come pianificare il fine vita

Come pianificare il fine vita

Perché mai dovresti pensare alla tua futura morte e, addirittura, pianificarla? A cosa dovrebbe servirti?

Scopriamo insieme che cosa vuol dire e come, quando e perché bisognerebbe pianificare la fine della propria vita.

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I 5 rimpianti più comuni alla fine della vita

I 5 rimpianti più comuni alla fine della vita

“Vorrei aver vissuto la vita a modo mio, non come gli altri si aspettavano la dovessi vivere”. È questo il rimpianto più comune, quello che affligge la maggioranza delle persone alla fine della propria vita.

Ne parla Bronnie Ware nel suo libro Vorrei averlo fatto, in cui individua i cinque rimpianti più comuni tra chi si trova ad affrontare la fine imminente della propria vita o di quella di un proprio caro.

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Pianificare il fine vita con le DAT: a che punto siamo?

Pianificare il fine vita con le DAT: a che punto siamo?

Nel Regno Unito, l’emergenza sanitaria causata dal Coronavirus sembra stia spingendo le persone a pianificare e mettere per iscritto i loro desideri per il fine vita, alcuni per la prima volta, sfruttando due strumenti che, dal 2017, abbiamo anche in Italia:

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Prepararsi per tempo alla morte: un progetto irlandese

Think Ahead – letteralmente Pensa in anticipo – è il nome del progetto della Irish Hospice Foundation nato per aiutare i membri del personale a discutere e a registrare i desideri dei pazienti in caso di emergenza, malattia grave o morte, cosicché tutto sia pronto all’aggravarsi della malattia o al momento della morte. 

Ma il progetto non è rimasto tra le pareti dell’hospice…

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Parlare della morte fa bene. L’esperienza di una docente americana

«Parlare apertamente della morte ha alleviato molte delle ansie dei miei studenti, insieme alle mie. Studiare i modi in cui altre culture affrontano la fine della vita ci ha permesso di vedere che esiste una varietà di possibili risposte alla fragilità e alla finitudine umana, e ci ha aiutato a riconoscere che la morte è parte integrante della vita. E questa è una buona lezione per tutti noi».

Con queste parole, la Prof.ssa Anita Hannig, docente alla Brandeis University (Massachusetts, USA), sintetizza l’esperienza vissuta durante l’insegnamento al corso “Antropologia del morire e della morte”, che lei stessa ha fondato nel 2016. 

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In risposta alle dichiarazioni di Filippo Anelli sul suicidio assistito

A seguito delle recenti dichiarazioni di Filippo Anelli, presidente della Fnomceo (Federazione nazionale degli ordini dei medici), che si è espresso negativamente sul suicidio medicalmente assistito, ci teniamo a mettere in evidenza alcune delle sue affermazioni, che risultano quantomeno fuori contesto. 

Riteniamo importante chiarire alcuni punti del suo intervento, pubblicato il 19 ottobre 2019 su La Repubblica Salute (vedi nota*), perché rischia di contribuire alla confusione, già dilagante, tra eutanasia e suicidio assistito, peggiorando la già scarsa conoscenza degli italiani delle leggi che regolamentano il fine vita. 

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