In tempi recenti, la nostra Associazione è entrata in contatto con una nuovissima realtà: Tramonto Sereno, fondata dalla funeral planner professionista Lisa Martignetti e dall’ingegnere del software Alessandro Piana.
Tramonto Sereno è, prima di tutto, una piattaforma online dove è possibile pianificare il proprio futuro funerale, stabilendo tutto nei minimi dettagli, fino alla richiesta di preventivo all’impresa funebre. Ma non è solo questo.
A seconda del piano scelto, è possibile pianificare anche ogni aspetto dell’ultima fase della vita per noi stessi, per i nostri cari e per i nostri amici a 4 zampe: dall’eredità materiale e digitale fino ai i ricordi che vogliamo lasciare agli altri.

Organizzare tutto in anticipo significa liberare i superstiti dalle decisioni difficili, che oltretutto devono essere prese nel momento più delicato del lutto, quello immediato alla morte.
Significa anche parlare di morte con i propri cari: Elisa e Alessandro consigliano di affrontare la pianificazione con qualcuno accanto, in modo da condividere le scelte e stimolare – come dicono nel corso dell’intervista: «un dibattito aperto e sano su un tema che troppo spesso viene rimosso, fino a quando non diventa urgente».
Per approfondire come è nata l’idea, e per farvi conoscere questo nuovo servizio, abbiamo incontrato i fondatori – Lisa Martignetti e Alessandro Piana – che in questa intervista ci introducono nel mondo di Tramonto Sereno.
Quando avete scelto di fondare Tramonto Sereno? Da quali esperienze personali o professionali è nato il progetto?
Lisa: Per me l’incontro con Alessandro è stato illuminante. Lavorando già da tempo come funeral planner, e trovandomi di fronte al dolore delle famiglie, costrette a prendere decisioni difficilissime in momenti di grande fragilità emotiva, emergevano spesso parole come: “Non so cosa avrebbe voluto”, “Non ne abbiamo mai parlato”, oppure “Vorrei fare qualcosa di speciale, ma non ho idea di cosa amasse davvero”.
La mia esperienza nel settore mi aveva convinta già da tempo che servisse un cambiamento culturale: parlare di morte non dovrebbe essere un tabù, ma un atto di responsabilità e amore. Quando ho conosciuto Alessandro, a una fiera dedicata al nostro settore, ho capito da subito che potevamo costruire insieme uno strumento concreto per trasformare questa visione in realtà.
Lui possiede competenza tecnologica e una sensibilità particolare verso i temi della mortalità, maturata attraverso il suo lavoro con i detenuti; io la conoscenza profonda del settore funerario e l’esperienza diretta con le famiglie. E così, insieme, abbiamo creato Tramonto Sereno.
Alessandro: Tra me ed Elisa è bastato iniziare a parlare per capire che condividiamo una visione comune su ciò che manca al settore: strumenti concreti per aiutare le persone a gestire consapevolmente il fine vita e, quindi, anche il proprio funerale. Da quel momento in poi il percorso è stato rapido e intenso, fatto di confronti quotidiani e miglioramenti continui.
A livello personale, viaggiando molto per lavoro, mi sono sempre posto il problema pratico di cosa sarebbe successo ai miei documenti, ai miei conti correnti, in generale a tutto ciò che riguarda la mia vita se mi fosse accaduto qualcosa. Questa inquietudine non era solo mia: parlando con colleghi e amici, mi sono reso conto che molti condividevano la stessa preoccupazione, ma nessuno sapeva come affrontarla concretamente.
A tutto questo si aggiunge una convinzione profonda che porto avanti da tempo: il funerale deve essere il racconto autentico della vita del defunto. E chi, meglio del diretto interessato, può raccontare la propria vita?
Da queste premesse nasce l’idea di dare alle persone gli strumenti per lasciare un’eredità non solo materiale, ma anche narrativa ed emotiva.
Quali obiettivi vi siete prefissati?
La nostra missione è ambiziosa, ma chiara: vogliamo cambiare la cultura della morte in Italia. Questo significa stimolare un dibattito aperto e sano su un tema che troppo spesso viene rimosso, fino a quando non diventa urgente.
Crediamo che anticipare il pensiero sulla propria morte non sia morboso, ma un atto di responsabilità e amore verso chi resta. Pianificare significa prevenire: evitare di lasciare ai nostri cari decisioni difficilissime da prendere in momenti drammatici, quando il dolore può offuscare la lucidità.
Tramonto Sereno vuole essere lo strumento che accompagna le persone in questo percorso, offrendo non solo una piattaforma pratica per organizzare gli aspetti logistici e burocratici, ma anche uno spazio di riflessione sulla propria vita, sui valori che vogliamo lasciare, sui ricordi che vogliamo condividere.
Quali soddisfazioni avete già ottenuto?
La più grande soddisfazione arriva direttamente dai nostri utilizzatori. Abbiamo raccolto storie bellissime e toccanti: figli che aiutano i genitori a compiere scelte consapevoli grazie a Tramonto Sereno, condividendo momenti di intimità e fragilità che altrimenti non si sarebbero mai concessi. Questi dialoghi diventano occasioni preziose per riflettere insieme sulla vita vissuta, sui valori, sui legami.
Abbiamo anche imprenditori che utilizzano la piattaforma per curare ogni aspetto della propria esistenza, inclusa la continuità aziendale dopo la loro morte. Sono persone abituate a pianificare tutto nei minimi dettagli e che trovano in Tramonto Sereno uno strumento all’altezza delle loro esigenze.
Ma ciò che ci emoziona di più sono i messaggi di ringraziamento che riceviamo: persone che ci scrivono per dirci che finalmente si sentono sollevate, che hanno trovato la serenità di sapere che tutto è in ordine e che i loro cari non dovranno affrontare da soli quel momento.
Come vi fa sentire poter aiutare le persone a pianificare la parte finale della loro vita?
Alessandro: Sapere che attraverso Tramonto Sereno possiamo donare serenità alle persone in un momento così difficile, rappresenta per noi la realizzazione della nostra missione.
Lisa: Per me è un privilegio poter accompagnare le persone in questo percorso. Ogni volta che qualcuno completa la propria pianificazione, so che ha fatto un grande regalo ai suoi cari. È un atto di amore puro, e poter essere parte di questo processo mi riempie di gratitudine e senso di responsabilità, e questo mi dà la forza per continuare a lavorare per cambiare la cultura della morte nel nostro paese.
E voi? Avete già pianificato il vostro funerale? Avete scelto la cremazione?
Lisa: Ho pianificato tutto nei minimi dettagli – sarebbe paradossale il contrario, considerando il lavoro che faccio. Ho scelto la cremazione con dispersione delle ceneri e desidero che, insieme alle mie, vengano disperse anche quelle del mio amato gatto, perché il nostro legame continui oltre ogni confine.
Ho immaginato una cerimonia circondata dalle persone che amo, con letture e musiche che raccontino chi sono stata davvero. Voglio che il mio funerale sia uno spazio di condivisione autentica, dove chi resta possa sentirsi libero di piangere, ma anche di sorridere, ricordando i momenti belli. Sarà una vera e propria festa, perché considero il passaggio una celebrazione della vita.
Alessandro: Sì, assolutamente. Ho scelto la cremazione, sia per motivi pratici legati allo spazio, sia per una ragione più personale: ho vissuto l’esumazione di mio nonno e sinceramente non voglio dare questa incombenza ai miei discendenti.
È stata un’esperienza emotivamente pesante per tutta la famiglia, e preferisco evitare che chi mi vuole bene debba affrontare qualcosa di simile.
Il mio funerale? Vorrei che fosse un momento di racconto della mia vita e delle mie passioni. Non un momento di tristezza, ma di ricordo e di ispirazione per chi resta.
Visti da vicino

Lisa Martignetti
Funeral planner professionista con una profonda esperienza nel settore funerario. Ha dedicato la sua carriera ad accompagnare le famiglie nell’organizzazione di cerimonie rispettose, autentiche e personalizzate, maturando la convinzione che la pianificazione anticipata sia un atto d’amore fondamentale. La sua sensibilità e competenza nel settore sono alla base della filosofia di Tramonto Sereno.
Alessandro Piana
Ingegnere del software con quasi vent’anni di esperienza in diversi settori. Da anni lavora su tematiche legate alle carceri, ai diritti dei detenuti e alla loro dignità, confrontandosi quotidianamente anche con aspetti legati alla mortalità e al fine vita. Queste esperienze hanno profondamente influenzato la sua visione sulla necessità di affrontare la morte con consapevolezza e preparazione.





