Prepararsi alla Fine è un diario speciale, pensato per mettere ordine nella nostra vita e per aiutare chi resterà, dopo la nostra morte, ad elaborare il lutto e a gestire tutta una serie incombenze pratiche.
Si tratta di un quaderno di 186 pagine, che si può compilare tutto o in parte, da soli o insieme alla propria famiglia, anche senza seguire un ordine preciso, ma lasciandoci ispirare.
Le varie sezioni di questo diario ci invitano a lasciare una traccia di noi, sotto forma di ricordi, valori, pensieri e desideri, diventando poi una guida per chi ci sopravvive.
Le diverse sezioni di Prepararsi alla Fine sono infatti pensate per:
- organizzare informazioni importanti (documenti, testamenti, scelte mediche, conti, password);
- lasciare indicazioni utili ai tuoi cari, per alleggerirli quando arriverà il momento;
- riflettere su ciò che conta davvero: relazioni, ricordi, valori, desideri;
- esprimere pensieri, scrivere lettere, lasciare parole d’amore.
Uno strumento pratico e facile da compilare creato dalla Professional Organizer Carlotta Bassi che, in questa intervista, ci aiuta ad approfondire perché ha creato questo diario e quali sono i benefici per chi sceglie di compilarlo e per chi resta.

Come mai hai sentito l’esigenza di pubblicare questo strumento di pianificazione, da lasciare a chi resta dopo la nostra morte?
Come Professional Organizer mi sono spesso trovata accanto a persone che, affrontando un lutto, un grande cambiamento o una malattia, erano completamente disorientate.
Non avevano strumenti pratici, istruzioni chiare per agire; ma soprattutto ho notato la mancanza della parte affettiva, perché non erano rimaste parole, ricordi, oggetti senza valore economico, ma con un grande valore affettivo.
Vediamo la morte continuamente (nei notiziari, sui social) e siamo sottoposti costantemente a immagini violente; però, allo stesso tempo, la nostra società fa di tutto per non parlarne davvero, come se non ci riguardasse. È un paradosso che mi ha disorientato molto nel corso degli anni, e soprattutto da quando sono diventata mamma.
Questo libro-diario nasce proprio dal desiderio di offrire alle persone che se ne vanno e a quelle che restano uno spazio in cui la morte non sia solo un evento da subire, ma diventi una parte consapevole della vita, che ci faccia così vivere il presente con lucidità e consapevolezza.
La compilazione di questo quaderno, quali vantaggi/benefici può portare?
Il primo beneficio è l’alleggerimento. Alleggerisce chi lo compila, perché costringe a fermarsi, a fare ordine, a distinguere ciò che conta davvero dal superfluo. Ci permette di capire che il presente va apprezzato, e trasforma l’approccio alla vita.
Poi alleggerisce chi resta, perché nel momento del dolore non deve anche affrontare il caos, l’incertezza, i sensi di colpa legati alle scelte da prendere, ma viene guidato dalla voce e dai pensieri del defunto, che ha lasciato scritte desideri, pensieri, ricordi, accompagnando chi vive il lutto con amore e aiuto concreto.
C’è poi un beneficio più profondo: questo quaderno è sì uno strumento pratico, ma anche un processo di consapevolezza. Scrivere lettere, desideri, scegliere cosa lasciare significa prepararsi alla morte imparando a vivere il presente con più intenzione.
Molte persone mi dicono che, compilando queste pagine, hanno iniziato a comunicare meglio, a dire prima certe cose, a fare pace con parti della propria storia passata. In questo senso, è uno strumento che lavora sulla vita molto più di quanto possa sembrare all’apparenza.
Se viene compilato insieme alla famiglia, può diventare anche uno strumento per aprire il dialogo su temi spesso difficili da affrontare…
Sì, e credo sia uno degli aspetti più potenti. Quando questo libro-diario entra in una casa non come oggetto “tabù”, ma come spazio di dialogo, succede qualcosa di importante: la morte smette di essere una figura silenziosa e diventa una conversazione possibile e umana, sicuramente difficile ma sempre più naturale.
Compilarlo insieme (o anche solo parlarne) permette di affrontare temi che spesso restano sospesi: i desideri, le paure, le scelte sul fine vita, il valore delle relazioni. Non serve compilarlo tutto e subito, è sufficiente aprire uno spiraglio.
E spesso da quel dialogo nascono più vicinanza, più intimità, più verità, più ascolto reciproco. È un vero e proprio atto di cura e maturità emotiva.
L’hai utilizzato tu stessa per pianificare il tuo fine vita?
Sì, assolutamente. Ho iniziato a compilarlo per i miei figli, ma non ho ancora finito! Continuo a compilarlo, ad aggiornarlo, perché non è qualcosa di statico: è un gesto di cura verso me stessa e verso la mia famiglia, è un modo per dare valore al tempo e alle relazioni.
Scrivere mi ha aiutata a chiarire cosa è davvero importante per me, cosa voglio trasmettere ai miei figli, che tipo di presenza desidero lasciare.
Questo libro-diario mi ha resa più libera nel presente: è tutto più leggero e più bello, mi godo ogni tramonto, ogni alba, la bellezza delle cose semplici e lo condivido con le persone che amo.
Se vuoi darci un piccolo assaggio, che cosa hai immaginato per il tuo corpo? Vorresti la cremazione? E le ceneri?
La cremazione rispecchia il mio modo di vedere il corpo dopo la morte: mi affascina l’idea della trasformazione, del ritorno agli elementi, di un passaggio che libera spazio.
Per quanto riguarda le ceneri, vorrei che fossero legate a un luogo che abbia avuto senso nella mia vita, o che possano essere disperse nel mare.
In fondo, anche questo è un modo di “mettere ordine”: lasciare indicazioni chiare, per evitare a chi resta il peso di dover interpretare o tirare a indovinare.
È un ultimo gesto di responsabilità, ma anche di fiducia verso chi rimane, che darà voce un’ultima volta alle mie volontà.
Chi è Carlotta Bassi
Classe 1990, Carlotta Bassi è laureata in Scienze Umanistiche per la Comunicazione e ha una formazione multidisciplinare che unisce comunicazione, organizzazione, gestione aziendale e crescita personale.
È imprenditrice, Professional Organizer, scrittrice e mamma di tre figli. Ha sviluppato un percorso professionale nell’ambito del Professional Organizing, offrendo consulenze personalizzate a famiglie, liberi professionisti e aziende, con un approccio che integra ordine materiale, benessere emotivo e consapevolezza personale.
Il suo lavoro non si limita all’organizzazione degli spazi: si estende all’organizzazione della vita quotidiana, delle relazioni e del tempo, con particolare attenzione alle fasi di cambiamento e transizione.
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