Gli effetti del COVID sulla cremazione diretta

In Gran Bretagna, la pandemia COVID-19 sembra stia rendendo meno popolare la cosiddetta “Cremazione Diretta”.

E di certo non ci sarebbe da stupirsi. Stiamo infatti tutti vivendo in prima persona gli effetti dell’assenza di riti funebri, e abbiamo ancora negli occhi le immagini dei corpi portati direttamente al crematorio o al cimitero senza alcun tipo di accompagnamento.

Perché è questo che prevede la “Cremazione Diretta”, in inglese Direct Cremation: il corpo venga condotto direttamente dal luogo del decesso al polo crematorio all’interno di una bara economica, senza costosi trattamenti conservativi (che in Regno Unito vengono effettuati nel caso di funerali tradizionali) e senza alcun tipo di cerimonia.

Certo è un modo per le famiglie per risparmiare e, dal 2014 al 2019, nel Regno Unito la Cremazione Diretta aveva registrato una crescita esponenziale (ne abbiamo parlato nell’articolo La cremazione nel Regno Unito).

Oggi, nel mondo della pandemia COVID 19, una ricerca* condotta da Golden Leaves** ha messo in luce che l’82,61% degli intervistati ritiene che i funerali svolgano un ruolo significativo e che non poter dire addio a una persona cara tramite un servizio funebre potrebbe avere un impatto sul modo in cui i superstiti elaborano il lutto.

Un ulteriore 73,73% ritiene ingiusto che alcune vittime siano state cremate da sole, senza la presenza di familiari e senza alcuna cerimonia.

Quasi un quinto delle persone intervistate ha affermato che la pandemia ha effettivamente cambiato in meglio la propria opinione sui riti funerari.

Da un lato, è dunque evidente che il tragico impatto del COVID-19 abbia indotto i consumatori sia la soluzione più giusta, per il defunto e per chi resta, eliminare qualsiasi ritualità funebre.

Bisognerà vedere se, ritornati alla normalità, non avrà di nuovo il sopravvento la volontà di risparmiare, tagliando ciò che fino a pochi mesi fa ritenevamo “superfluo”.

Note di approfondimento

*La ricerca è stata pubblicata nel luglio 2020 e ha coinvolto 553 persone di età compresa tra i 50 e gli 80 anni (277 uomini e 275 donne). Per maggiori informazioni, si legga l’articolo pubblicato su London Loves Business.

**Golden Leaves è una società privata con sede a Croydon (Londra) specializzata in pianificazione di funerali.

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