L’ultima folle proposta: depositare le DAT nel comune di nascita

Se vi dicessimo che, da ora in avanti, dovrete consegnare le vostre Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT) non presso il vostro Comune di residenza, ma presso il vostro Comune di nascita, che cosa pensereste? 

Probabilmente la stessa cosa che abbiamo pensato noi, ovvero che non può essere vero, che si tratta di una delle tante “bufale” veicolate da internet. E invece si tratta di una proposta reale e rischiosamente vicina all’essere approvata

Proposta del Movimento 5 stelle sulle DAT

L’emendamento (numero 9.0.38) è infatti contenuto nel Ddl di conversione del Dl Semplificazioni e prevede che: 

  1. Le DAT redatte per scrittura privata autenticata siano consegnate presso il Comune di nascita e non presso il Comune di residenza come previsto invece dalla Legge 2 dicembre 2017 n. 219. 
  2. Le DAT già raccolte nei registri delle singole città vengano spedite ai Comuni di nascita degli interessati entro trenta giorni dall’entrata in vigore, creando un “ulteriore intoppo burocratico per uno strumento (le DAT) che a tutt’oggi stenta a decollare” (cit. Maurizio Mori, Presidente della Consulta di Bioetica).
  3. Le DAT redatte prima del funzionamento della banca dati (articolo 1, comma 418, della legge 27 dicembre 2017, n. 2015) siano rese consultabili, anche mediante estrazione di copia, dal soggetto che le ha formate o ricevute esclusivamente al medico che sia in relazione di cura con il disponente, e previa richiesta del medico stesso, da conservare agli atti. «Ciò significa – puntualizza Maurizio Mori nell’articolo già citato – che il fiduciario è escluso dal processo. In pratica, si torna all’antico paternalismo medico!»

«È una vera assurdità! – ha dichiarato l’Onorevole Donata Lenzi a La Repubblica. – Non sempre le persone vivono nel posto in cui sono nate. E allora? Dovranno affrontare un viaggio per andare a depositare le loro ultime volontà? Davvero mi chiedo che senso abbia tutto questo. Non vi leggo altro obiettivo se non l’intenzione di affossare una legge di civiltà che l’Italia aveva faticosamente approvato. L’effetto sarà di limitare l’accesso a un diritto».

Ci uniamo quindi a gran voce all’appello dell’Associazione Luca Coscioni: «Chiediamo a tutti i parlamentari che ancora credono nella tutela del diritto alla vita, alla salute, alla dignità e all’autodeterminazione della persona: attivatevi per respingere un emendamento oscurantista come quello presentato dagli 11 senatori M5S e attivatevi per il rispetto della nostra Costituzione».

Per approfondire: 

Oltre agli articoli citati nel testo della presente notizia, si consiglia la lettura del testo completo dell’emendamento pubblicato su Il Sole 24 Ore

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