3 modi innovativi per affrontare il pre-lutto

Grazie all’intervista pubblicata da Funeral Zone, vi presentiamo tre metodi che gli hospice inglesi stanno sperimentando per aiutare le famiglie e i malati ad accettare e affrontare il sentimento di pre-lutto.

In particolare, Jane Murray, infermiera che da oltre 25 anni lavora all’interno del circuito degli hospice Marie Curie, ha avuto modo di sperimentare gli effetti positivi di un percorso di sostegno e aiuto ai famigliari e ai malati terminali ideato all’interno dei citati hospice Mary Curie.

Il percorso è basato principalmente sull’importanza, per la famiglia e per il malato, di condividere momenti di valore da custodire e da ricordare, evitando il senso di isolamento che spesso connota la malattia terminale.

Vediamolo insieme:

Come affrontare il dolore pre-lutto

1. Creare foto-ricordi

Uno dei cardini su cui si basa questo percorso è il Making memories. Le famiglie vengono spronate a cercare insieme dei modi per creare e condividere ricordi.

«Può essere qualsiasi cosa – dice la Murray – dal parlare di un argomento che è stato rimandato per troppo tempo al farsi raccontare storie di famiglia fino a scattare fotografie per creare assieme un album di ricordi, che resterà alle generazioni future.»

2. Scrivere una lettera o… registrare un messaggio

Se il paziente è ancora in grado, il team del Mary Curie consiglia di fargli scrivere una o più lettere, indirizzate ai vari componenti della famiglia. Oppure, continua la Murray: «Il messaggio può anche essere registrato o video-registrato. La voce è una delle prime cose che viene dimenticata, e invece è così importante perché, al pari di altri suoni, è in grado di portare alla memoria emozioni e ricordi che possono essere di grande aiuto nell’elaborazione del lutto.»

>>A questo proposito, si legga l’intervista al prof. Suvini sul ruolo della musicoterapia nell’elaborazione del lutto<<

3. Scrivere o dettare un testamento “emotivo”

Il testamento emotivo è qualcosa di diverso da quello che si redige davanti al notaio, dove si spartiscono i beni materiali e si lasciano scritte le proprie volontà; nel testamento emotivo si può scrivere qualsiasi cosa, come: a chi lasciare in eredità “la ricetta segreta di famiglia”, “il film preferito”, “il libro che più si è amato”, cose del genere.

La nostra conclusione

Come si può facilmente intuire, a prescindere dal mezzo scelto (scrittura, foto, video, audio), l’importante è che venga coinvolta tanto la famiglia quanto il paziente perché questi momenti trascorsi insieme sono preziosi per chi sta morendo e per chi resterà.

 

Per approfondire

Si legga l’intervista a Jane Murray pubblicata in lingua inglese su www.funeralzone.co.uk

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