Quando i bambini fanno domande sulla morte

I genitori lo sanno molto bene: arriva sempre il momento in cui i bambini iniziano a porre domande alle quali è difficile rispondere, e le domande sulla morte sono certamente tra le più complesse.

Per venire in aiuto di genitori, educatori e insegnanti, la National Public Radio (NPR), con sede a Washington, Stati Uniti, ha creato una serie di podcast (ovvero: documenti audio o video) dal titolo “Genitori: Conversazioni Difficili”

Ogni podcast offre utili consigli su come rispondere alle domande dei bambini su temi “spinosi” come: 

  • lutti e separazioni (morte, divorzio,malattia);
  • spaventosi fatti di cronaca;
  • cambiamenti dovuti alla crescita (come l’esistenza di Babbo Natale). 

I podcast sono realizzati in collaborazione con Sesame Workshop, organizzazione americana non profit responsabile della produzione di diversi programmi educativi per bambini, come The Muppet Show

5 strategie per rispondere

Risposte ai bambini sulla morte

A prescindere dalla domanda che viene posta, Sesame Workshop ha “distillato” cinque strategie che i genitori/educatori potranno poi approfondire nei podcast specifici:

1. Ascoltate il bambino e cosa vi sta chiedendo realmente

Non abbiate fretta di rispondere. Fate una pausa e chiedete un chiarimento. Questo vi consente di:

  • guadagnare tempo per scegliere accuratamente le parole;
  • evitare di rispondere alla domanda sbagliata.

«I bambini potrebbero voler chiedere qualcosa di diverso da quello che pensate – afferma Rosemarie Truglio, psicologa dello sviluppo e vice presidente della sezione ricerca ed educazione di Sesame Workshop. – Potreste dar loro informazioni che non vogliono o per cui non sono pronti.

Fate una pausa prima di rispondere ed accertatevi di stare rispondendo davvero alla loro domanda, e con la giusta quantità di informazioni che sono in grado di gestire in quel momento». 

2. Date loro dei fatti, ma a seguendo il loro ritmo

Sia che dobbiate dare la notizia della morte di una persona cara, della perdita di un lavoro o di una grave malattia, è importante capire che i bambini elaborano le informazioni un poco alla volta

«I bambini prendono un’informazione nello stesso modo in cui mangiano una mela – continua la Truglio. – Invece di mangiare l’intero frutto in un’unica volta, la sgranocchiano, fanno pause, poi ricominciano».

Questo significa che i genitori non hanno bisogno di dare tutte le informazioni insieme, ma devono tenersi pronti a tornare sull’argomento in momenti diversi.

3. “Questa è una bella domanda. Scopriamo di più insieme”

Con questa risposta, il genitore ottiene tre risultati in uno: 

  • valore alla domanda del bambino
  • prende tempo per rispondere correttamente
  • trascorre del tempo con il bambino per trovare risposte insieme (ad esempio: si può andare in biblioteca o in libreria a cercare dei libri da leggere assieme). 

4. Rassicurate i bambini

Quando i bimbi sono alle prese con un tema difficile, le loro domande hanno spesso una sola motivazione: capire che cosa succederà, se saranno al sicuro, se qualcuno si prenderà cura di loro. 

Se si tratta della morte di una persona cara, conclude la Truglio: «Assicuratevi che il bimbo sappia che ci sono molte persone nella sua vita, persone che lo amano e che si prenderemo sempre cura di lui».

5. Non avere paura di condividere le emozioni

Soprattutto di fronte a un lutto, gli adulti hanno bisogno di tempo per elaborare la perdita e, spesso, si trovano ad affrontare momenti difficili.

La prima regola è, quindi, prendersi cura di se stessi, altrimenti sarà molto difficile avere cura e aiutare i nostri bambini. Quindi, non abbiate vergogna o timore di chiedere aiuto. Alla famiglia e/o a un terapista. 

Seconda cosa, non allontanate le emozioni. La Truglio racconta che, dopo la morte della madre, le è capitato di piangere davanti a suo figlio e di non aver esitato a spiegargli: “Sono triste perché mi manca la nonna”.

La condivisione delle emozioni è importante sia per il genitore sia per la crescita emotiva del figlio: il bambino capisce che il dolore fa parte della vita, che non va represso o allontanato, ma vissuto. 

Se non vi piace la vostra prima risposta

Se vi siete pentiti della prima risposta data a vostro figlio, non vi preoccupate, potete sempre chiedere una… seconda possibilità. 

«Ad esempio – consiglia la Truglio – potreste dire: “Sto pensando di nuovo a quello che mi hai chiesto e mi piacerebbe che trovassimo insieme altre risposte”.

«Questo approccio tira fuori dalle pesche il genitore e permette di coinvolgere il bambino nella ricerca di nuove risposte».

Per approfondire

Questo articolo è una traduzione e rielaborazione di When Kids Ask (Really) Tough Questions: A Quick Guide

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