La storia dell’Associazione

1876 L’8 febbraio nasce a Milano l’Associazione Cremazionista Milanese, la prima in Italia.
1888 Il governo Crispi vara una legge sulla tutela dell’igiene pubblica che, per la prima volta, colloca la pratica crematoria in una sfera di libertà  ammessa dallo Stato e, quindi, demandata all’iniziativa di coloro che intendono praticarla.
1889 La società  di cremazione di Bologna viene fondata da un gruppo di liberi pensatori con lo scopo di diffondere la pratica crematoria intesa, all’epoca, come uno strumento polemico nei confronti della cultura cattolica, che aveva identificato nell’inumazione la modalità  esclusiva di seppellimento dei defunti. Entra in funzione il forno a legna installato presso l’Ara Crematoria della Certosa.
1899 Lo statuto viene approvato con Regio Decreto del 19 novembre, che riconosce l’associazione come Ente Morale, ovvero come persona giuridica senza fini di lucro e dotata di autonomia patrimoniale. L’ordinamento del tempo relega la cremazione in una sfera di mera libertà dell’individuo: gli interessati possono farlo, ma a loro cura e spese.
1963 La Chiesa Cattolica riconosce la legittimità  della pratica crematoria purché “non scelta per motivi contrari alla dottrina cristiana e autorizza i riti nella sala crematoria col solo limite di (…) evitare (…) pericolo di scandalo o di indifferentismo religioso”.
1987 La legge n. 440 del 29 ottobre qualifica la cremazione come un diritto della persona, elevandola al rango di pubblico servizio. La cremazione è così equiparata all’inumazione in campo comune, e le relative spese sono attribuite ai Comuni.
1989-91 Vengono installati presso l’Ara Crematoria della Certosa due nuovi, moderni, forni a gas, che garantiscono tempi di cremazione molto più ridotti.
1990 Un nuovo regolamento di polizia mortuaria stabilisce che, per procedere alla cremazione, è sufficiente l’iscrizione a un’associazione riconosciuta, oppure la dichiarazione testamentaria della propria volontà crematoria o, ancor più semplicemente, l’attestazione dei parenti, espressa attraverso atto notorio.
1992 L’associazione stipula una convenzione di durata decennale col Comune di Bologna, pattuendo una riduzione della tariffa ministeriale del 25%, e inizia a esercitare il pubblico servizio sul territorio. Convenzioni analoghe sono poste in essere anche con diversi comuni limitrofi.
1992-95 Viene realizzata a livello cittadino un’imponente campagna (che si avvale soprattutto della cartellonistica stradale) per sensibilizzare i cittadini sul tema della cremazione. Nel 1994 l’associazione, che assume la denominazione di SO.CREM Bologna, può contare su più di tredicimila iscritti.
1996 L’associazione aderisce all’International Cremation Federation (ICF), federazione riconosciuta dall’ONU che ha sede a l’Aja e può contare sull’adesione di associazioni e federazioni cremazioniste di tutto il mondo.
1997 SO.CREM Bologna organizza sull’Isola d’Elba un congresso internazionale intitolato I problemi cimiteriali nell’Europa postindustriale. All’evento prendono parte autorevoli esponenti dell’ICF, alti prelati della Chiesa cattolica, uomini politici, intellettuali e rappresentanti di numerose amministrazioni comunali italiane. Gli atti vengono pubblicati in volume nel novembre dello stesso anno.
1998 L’associazione cura e finanzia la pubblicazione del prestigioso volume La Certosa di Bologna – immortalità  della memoria. Grazie ai saggi storico-artistici di insigni studiosi (fra i quali il celebre critico letterario Ezio Raimondi) e a una ricca documentazione fotografica, quest’opera – la prima in Italia dedicata al tema – ha segnato una tappa importante del processo di riqualificazione e rivalutazione del cimitero bolognese.
2000 La Legge Finanziaria trasferisce ai superstiti l’onere del servizio di cremazione. L’associazione decide di farsi carico di quel costo, mantenendo così la gratuità del servizio per i propri soci. Il 7 dicembre entra in vigore la legge 383, che regolamenta le associazioni di promozione sociale, strutture senza scopo di lucro (e destinate a svolgere attività  di utilità  sociale a favore di associati o di terzi) che possono usufruire di agevolazioni da parte dello Stato e degli Enti pubblici territoriali. SO.CREM Bologna adotta immediatamente la nuova forma associativa, deliberandone la relativa decisione nell’aprile dell’anno successivo.
2001 Il governo vara una nuova disciplina della pratica crematoria con la Legge 130 del 30 marzo, che riconosce, per la prima volta in Italia, il diritto alla dispersione delle ceneri. Viene pubblicata, sempre a cura e con il sostegno dell’associazione, la Guida alla Certosa di Bologna.
2002 Il Comune di Bologna affida la gestione di tutti i servizi cimiteriali, cremazione inclusa, alla MultiUtility Hera Spa. La decisione cambia radicalmente la posizione economica di SO.CREM, che a partire dal 2004 si vede costretta a revocare la gratuità del servizio di cremazione per i propri soci.
2003 Per la gestione dei servizi di cremazione viene costituita Herasocrem Spa, partecipata da Hera al 51% e da SO.CREM Bologna (attraverso Socrembologna Srl) al 49%.
2012 Nei primi mesi dell’anno sono ultimati i lavori di costruzione e messa a punto del nuovo Polo crematorio di Borgo Panigale. I vecchi forni dell’Ara crematoria della Certosa (ormai obsoleti) vengono dismessi, ed entrano in funzione quelli nuovi di Borgo Panigale. Il 31 ottobre viene ufficialmente inaugurato il nuovo Polo crematorio, la cui sala del commiato è intitolata alla memoria del presidente Guido Stanzani, scomparso il 4 marzo dello stesso anno.
2013-14 Dopo il ritiro di Hera, Bologna Servizi Cimiteriali Srl (BSC) subentra nella gestione dei servizi cimiteriali e necroscopici e dell’impianto crematorio. La società è controllata al 51% dal Comune di Bologna e al 49% da SPV Bologna Spa. Herasocrem Spa viene posta in liquidazione e SO.CREM Bologna esce dalla gestione diretta del servizio di cremazione.

 

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