Nuove tendenze dalla Gran Bretagna: i funerali a tema

Secondo gli ultimi dati diramati dalla Co-operative Funeralcare, due terzi (66%) degli adulti britannici sono propensi a optare per un funerale a tema, che rifletta le inclinazioni e le passioni del defunto e che diventi una celebrazione della sua vita. 

Tradizionalmente, il funerale è una cerimonia tenuta in un ambiente formale dove gli amici e la famiglia del defunto arrivano in abito scuro, elegante: gli uomini indossano la giacca e la cravatta, le donne coprono le spalle e le ginocchia. 

L’essere “formali” non si applica solo al dress code, ma anche al comportamento: ai funerali si parla in tono sommesso, si piange in modo discreto e pacato, si stringe la mano per porre le condoglianze e – se si è in confidenza – ci si abbraccia.

Questo modello è, per noi europei, sinonimo di rispetto tanto della memoria del defunto quanto del dolore che i superstiti stanno provando. 

Eppure qualcosa sta cambiando e il cambiamento viene da un Paese che è appena uscito dall’Unione Europea: la Gran Bretagna. 

In particolare, nel corso degli ultimi due anni, la Co-operative Funeralcare ha potuto notare la crescita di una nuova tendenza: la richiesta di funerali a tema

Quello che sta cambiando è il modo di considerare il funerale stesso: non più un modo per dare l’ultimo addio al defunto, ma un modo per celebrare la sua vita, organizzando un funerale che sia la commemorazione di tutto quello che il defunto aveva amato.

Alcuni esempi? Ve ne illustriamo 3

1. Un funerale tra cowboy e indiani

Il defunto, un uomo di 54 anni affetto dalla sindrome di Down, in vita aveva avuto due grandi passioni: i cowboy e gli indiani, e le macchine della polizia con le loro sirene lampeggianti. 

Il funeral director ha quindi proposto alla famiglia un funerale a tema, dove tutto lo staff dell’impresa funebre si sarebbe vestito da cowboy e indiani.

L’idea è stata accolta con gioia dalla famiglia che ha dichiarato che il defunto sarebbe stato felicissimo di essere circondato dai suoi “eroi”. 

Inoltre, per assecondare fino in fondo le sue passioni, l’onoranza funebre ha coinvolto la polizia locale per scortare il corteo funebre con tanto di luci azzurre lampeggianti...

funerale con cowboy e indiani.

2. La passione per sport non muore mai

L’Huddersfield Town Football Club, società calcistica inglese con sede nel West Yorkshire, ha creato un pacchetto funebre prepagato a tema calcistico sviluppato appositamente per i propri tifosi. 

I tifosi che lo desiderano possono infatti organizzare e pagare in anticipo un funerale pensato appositamente per celebrare la fede in questa squadra di calcio

Il “pacchetto” funerario comprende: 

  • Cofano realizzato nei colori della squadra oppure bara tradizionale coperta con una maglia da calcio personalizzata con il nome del defunto; 
  • Corona di fiori in blu e bianco con biglietto di condoglianze da parte dell’Huddersfield Town;
  • Inno della squadra suonato durante il corte funebre;
  • Noleggio gratuito di una sala all’interno dello stadio per la veglia, con servizio di catering (da pagare a parte);
  • Spargimento delle ceneri intorno al campo da calcio;
  • Annuncio del decesso stampato nel programma della giornata di una delle partite in casa (durante la quale viene dato l’annuncio con gli altoparlanti).

3. Un addio da supereroe

Non si è di certo vista spesso She-Ra dei fumetti di He-Man alla conduzione di un corteo funebre, con Superman, Batman, Robin e Captain America che portano a spalla il feretro.

È successo nel Surrey per celebrare il funerale di un ragazzo di 18 anni, grande fan dei supereroi. 

funerale a tema

«Mio figlio era un ragazzo meraviglioso – ha detto la madre, che si è vestita come She-Ra – e pur essendo devastati dalla sua morte, siamo onorati che il suo funerale sia stato una celebrazione della sua vita. 

«Come molti bambini, Arthur è stato vittima di bullismo sin dalla più giovane età e ha sofferto di problemi di salute mentale che l’hanno portato al gesto estremo di togliersi la vita.

«Volevamo che il suo funerale fosse l’occasione per sensibilizzare l’opinione pubblica sul fenomeno del bullismo e sui problemi mentali, per assicurare che i giovani come mio figlio abbiano accesso al supporto di cui hanno bisogno».

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