Social Media e morte: attitudini e comportamenti

Grazie all’ultima edizione del Digital Death Survey possiamo mettere in evidenza le attitudini e i comportamenti delle persone sui Social Media in relazione ai temi della morte, del lutto e del funerale. 

Sondaggio sul rapporto tra morte e social network

Copertina dell’Infografica creata sulla base dei risultati del Digital Death Survey 2015.

 

Secondo quanto emerso dal sondaggio Digital Death Survey 2015, svolto da The Digital Legacy Association in collaborazione con DeadSocial su un totale di 250 persone tra novembre e dicembre 2015, il 75% degli intervistati ha dichiarato che è importante poter continuare a visualizzare il profilo Social di una persona cara dopo la sua morte.

Allo stesso tempo, il 33% degli intervistati ha risposto che non vorrebbe che i propri profili Social restassero attivi dopo il decesso; solo 23% sarebbe contento di restare online anche dopo la propria morte.

Interessante notare che la percentuale restante, pari al 44%, non ha pensato alla cosa oppure non ne è sicuro; sintomo del fatto che siamo sempre poco propensi a pensare alla nostra morte e a quello che accadrà dopo.

E infatti quasi il 90% non ha preso alcuna decisione su come dovranno essere gestiti i propri account Social dopo la morte e il 95% non ha deciso che cosa succederà ai prodotti digitali che ha acquistato, come lo SmartPhone, il Tablet o il computer.

D’altro canto, alla domanda se qualcun altro conosce la password per accedere allo SmartPhone o al computer, la maggioranza ha risposto di sì, quindi è altamente probabile che ci sarà qualcuno in grado di accedere.

Alla domanda se si è mai andati a visitare il profilo Social di un amico o di un famigliare dopo la sua morte, la stragrande maggioranza (134 persone su 240) ha risposto di sì, mentre 99 asseriscono di non averlo mai fatto.

Tra coloro che hanno consultato il profilo dell’amico deceduto, 95 persone l’hanno considerata un’esperienza di valore, 5 hanno ammesso di esserne rimaste sconvolte, mentre 50 non hanno saputo cosa rispondere: non potevano affermare che fosse stata un’esperienza di valore, ma non ne sono comunque rimaste turbate.

Solo una minima parte, però, (20 su 240) si è trovata a gestire l’account Social di una persona deceduta.

Da segnalare, infine, i desideri relativi al funerale, che delineano come le nuove tecnologie potrebbe riuscire a modificare gli atteggiamenti fino ad oggi considerati inconcepibili.

Infatti, quando gli intervistati sono stati messi di fronte a questa domanda: “Se un amico o un famigliare non potesse essere presente al tuo funerale, saresti d’accordo che venisse girato e pubblicato online un video?”, il 54% non accetterebbe, il 17% potrebbe accettarlo, ma il 29% è indeciso e non sa come rispondere.

E alla domanda se sarebbe accettabile che amici e parenti scattino foto ai funerali, oltre il 51% si è dichiarato d’accordo, mentre la parte restante non vorrebbe (22%) o non sa cosa rispondere (26%).

Un sondaggio dunque di grande interesse, che può essere consultato nella sua interezza e in lingua inglese su deadsocial.org

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