Cure palliative: sulla legge 38 si può (e si deve) fare di più

LA XVI GIORNATA DI SAN MARTINO ha offerto alla Federazione Cure Palliative l’occasione per fare il punto della situazione sui passi avanti compiuti nell’applicazione della legge 38 sulle cure palliative. Nel corso di una conferenza stampa tenutasi in Senato, il presidente della Federazione Luca Moroni ha sottolineato che “l’Italia vanta un quadro normativo esemplare a livello europeo e un impegno straordinario da parte delle organizzazioni che operano nelle cure palliative, ma ci sono aree in cui questa forma di assistenza è praticamente inaccessibile”. I dati, del resto, parlano chiaro: nonostante le cure palliative siano ormai largamente riconosciute come una forma di assistenza necessaria per chiunque sia colpito da un male incurabile, a cinque anni dall’entrata in vigore della legge 38 solo il 30% dei malati ha accesso a questo servizio.

A fronte di un quadro che vede sostanzialmente esclusi i bambini, le persone colpite da patologie evolutive non oncologiche e i malati che risiedono in alcune aree d’Italia, questo ritardo è ancora più grave se si considera – ha puntualizzato Moroni – che “un uso opportuno delle cure palliative assicura risparmi alla Sanità diminuendo ricoveri, accertamenti diagnostici e terapie ormai inappropriate”. Secondo Moroni, inoltre, il dato del 30% è persino ottimistico,  “perché in un recente documento dell’OMS si definisce il bisogno di cure palliative in 560 persone ogni 100.000 abitanti. Questo, per l’Italia, vuol dire circa 340mila persone di cui solo il 40% sono affette da tumore e noi riusciamo ad assistere con le cure palliative il 30% di questo 40%”.

Le associazioni che erogano o finanziano le cure palliative in Italia rappresentano quasi 4mila volontari e circa 1.900 professionisti della salute (tra medici, infermieri, OSS e psicologi) che nel 2014 hanno offerto la loro assistenza a oltre 19mila malati incurabili. Purtroppo, ha concluso Moroni, le cure palliative si sono adeguatamente sviluppate solo laddove c’erano le giuste condizioni perché ciò avvenisse, incluso l’essenziale supporto delle organizzazioni no profit. E “ciò non è successo in tutti i territori, anche se la legge 38 doveva servire proprio a rendere omogeneo il diritto alle cure palliative”.

Alla Giornata ha partecipato anche la senatrice Emilia De Biasi, Presidente della XII Commissione permanente Igiene e Sanità del Senato, che si è impegnata ad attivarsi per contribuire a dare piena applicazione alla Legge 38, incoraggiando lo sviluppo omogeneo in tutto il paese delle reti di cure palliative anche attraverso il loro accreditamento come previsto dall’Intesa Stato-Regioni del 19 febbraio 2015.

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