Benvenuti nel cimitero del futuro

Il cimitero flottante in mezzo al mare. Il cimitero più alto del mondo. Il cimitero urbano caratterizzato da scie luminose che si propagano dai resti dei cari estinti. Che cosa hanno in comune? Sono esempi di quello che i cimiteri potrebbero diventare in futuro.

I primi due progetti presentati di seguito rispondono, in maniera del tutto differente, al medesimo problema: la carenza di spazio cimiteriale che, in alcune aree del mondo, sta assumendo i tratti di una vera emergenza. Il terzo esempio intende invece creare uno spazio cimiteriale elegante unendo design e tecnologia.

Ma non vogliamo svelarvi troppo… ecco a voi i tre esempi di cimitero del futuro.

1.

Floating Eternityquando il cimitero è in alto mare
progetto di Bread Studio

Cimitero flottante sul mare

La morte è inevitabile e rappresenta anche una delle grandi sfide sociali per la città di Hong Kong, dove la crescita vertiginosa della popolazione si unisce alla carenza di spazio cimiteriale, creando un problema che dovrà essere risolto un un futuro sempre più immediato.

Lo studio di progettazione ha quindi pensato a un cimitero mobile, flottante sulla superficie del mare. Hong Kong è infatti una città con le più lunghe linee costiere della regione, dove vivere in barca è sempre stato un tratto distintivo della storia della città, quindi Floating Eternity si inserirebbe all’interno di una cultura consolidata, adattandosi perfettamente al territorio.

Ultima nota interessante a vantaggio di questo progetto. Il rituale cinese prevede che, quando ci si reca in visita al cimitero, si porti del cibo per organizzare picnic, così da poter pranzare insieme agli antenati. Purtroppo, la mancanza di spazio ha portato la maggior parte delle persone a dover rinunciare a questo rito. Il cimitero galleggiante verrebbe incontro anche a questo problema: la gente potrebbe godere della picnic sul ponte superiore o in un’area ristorante adibita appositamente.

Ulteriori dettagli tecnici e informazioni sono reperibili su
www.breadstudio.com

 


2.

Memorial Necrópole Ecumênicain visita al cimitero più alto del mondo

Situato nella città balneare di Santos, in Brasile, il Memorial Nécropole ECUMENICA è il cimitero più alto del mondo, in grado di ospitare decine di migliaia di defunti. Costruito nel 1983, la struttura subirà, a partire dal 2016, una nuova espansione per poter soddisfare la crescente domanda.

La necropoli era stata infatti progettata per crescere sempre più in alto, così da ospitare una popolazione urbana in costante crescita – e far pagare un prezzo più alto pur di avere un luogo di riposo con vista…

Per approfondire, vi consigliamo il video qui di seguito, molto bello e interessante.

A Tomb With A View – Festival Teaser 2014 from Fifth Town Films on Vimeo.

Fonte notizia: aeon.co

 


3.

Sylvan Constellationscie luminose per ricordare i defunti

Progetto per il cimitero del futuro

Un recente concorso di progettazione, organizzato dal Centro Universitario Death & Society di Bath, ha cercato di re-immaginare il cimitero del futuro, premiando quei progetti che avrebbero saputo unire assieme innovazioni architettoniche e tecnologiche.

Il concorso è stato vinto dalla Graduate School of Architecture, Planning and Preservation della Columbia University, con un progetto che promette di rivoluzionare questi luoghi di commemorazione e ricordo.

La proposta, dal titolo Sylvan Constellation prevede una rete di “capillari” in grado di trasformare la biomassa in un elegante e perenne costellazione di luce, utilizzabile per illuminare percorsi.

Il team, con sede a New York, ha vinto un premio di 5.000 sterline e collaborerà con la Arnos Vale Cemetery e con il Centro Universatario di Bath per elaborare lo studio di fattibilità, sul quale si baserà il primo prototipo.

Karla Rothstein, fondatore e direttore del DeathLAB della Columbia University e direttore del progettazione presso LATENTI Productions ha commentato: «La nostra proposta mira a garantire uno spazio civico per le future metropoli, che permette di celebrare la vita ricordandoci la nostra finitudine».

Ulteriori informazioni sul progetto su
www.bath.ac.uk

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