In viaggio per disperdere le ceneri: 2 film da vedere

Due film molto differenti tra loro, due storie altrettanto differenti che però hanno un dato in comune: le ceneri di cremazione. Al centro dei due film italiani che vi segnaliamo – 18 anni dopo e Mai stati uniti – c’è la morte di un padre che chiede ai figli di trasportare e disperdere le sue ceneri…

Il viaggio per disperdere le ceneri del padre defunto diventa, in entrambi i film, un percorso fondamentale non solo per venire a patti con la morte, ma soprattutto per dare un senso nuovo alla vita e per comprendere quali sono i valori veramente importanti, quelli per cui vale sempre la pena di cambiare e di lottare.

La dispersione delle ceneri assume i connotati di un viaggio interiore di crescita e maturazione personale; i personaggi, ognuno a proprio modo, alla fine dei film non potranno più essere quelli che erano all’inizio, come nei romanzi cavallereschi e di formazione dove il giovane ragazzo, dopo aver vissuto innumerevoli avventure, tornava a casa sotto forma di uomo.

Ma vediamo un po’ più da vicino questi due film – senza ovviamente svelarvi troppo della storia.

18 anni dopo

Film 18 anni dopo

Un film toccante che non scivola mai nel patetico o nel nostalgico, 18 anni dopo, diretto da Edoardo Leo, sfiora differenti temi legati al morire e alla morte con una tale leggerezza da non sembrare un film italiano.

Il primo aspetto del morire che viene affrontato è la difficoltà degli adulti di spiegare la morte ai bambini. Quando il bambino si accorge infatti che il nonno non risponde più, chiede ai genitori: “Perché il nonno non si sveglia?” La risposta della madre sarà: “È tanto stanco, amore, è tanto stanco”.

Per tutta la durata del film, al bambino non verrà spiegato che cosa è successo al nonno, eppure sarà proprio lui a porre le domande più dirette e più vere sul senso del morire e della morte, parlandone senza timori, senza tristezza, come se fosse la cosa più naturale del mondo.

Solo per fare alcuni esempi. Con il bisnonno, arrivato da Londra per assistere al funerale, esordirà: “Ciao. Lo sai che il nonno è morto?” E poi: “Ma tu sei più vecchio. Perché allora non sei morto prima di lui?” Fino ad arrivare a chiedere al bisnonno di giocare insieme alla morte, facendo finta di prepararlo per il funerale.

E allo stesso tempo il bambino sarà anche la figura che gli adulti cercheranno di proteggere maggiormente: non dicendogli mai direttamente che cosa è accaduto al nonno e non facendolo andare al polo crematorio. “Meglio che lo riporti a casa”, dirà la madre dopo la funzione in chiesa.

Fanno da contro altare i figli del defunto: due fratelli che non parlano da 18 anni, ovvero da quando la madre è morta in un tremendo incidente d’auto. Sarà proprio quell’auto, rimessa pazientemente a nuovo dal padre (meccanico), il mezzo con cui porteranno le ceneri da Roma a Reggio Calabria, dove è sepolta la madre e dove il padre ha lasciato scritto di voler essere disperso.

Il viaggio darà ai figli l’opportunità di guardarsi dentro, di far emergere capacità e risorse che giacevano nascoste, ritrovando il coraggio di affrontare il dolore, la sofferenza, le responsabilità, le colpe; finiranno per litigare, aggredirsi, buttarsi addosso tutto quello che negli ultimi 18 anni si sono tenuti dentro e capiranno che, con nonostante la morte di entrambi i genitori, hanno ritrovato la cosa più importante: la famiglia.

       

Mai Stati Uniti

Di tutt’altro genere e di tutt’altro tenore, il film Mai stati uniti risente dell’impronta e dell’influenza del regista – Carlo Vanzina – da sempre famoso per i suoi “Cinepanettoni”.

I protagonisti – 5 sconosciuti che scoprono di essere figli dello stesso padre, appena deceduto – non riesce ad avere la profondità introspettiva che caratterizza i protagonisti del film di Edoardo Leo: non restano particolarmente scioccati dalla scoperta di avere un padre di cui ignoravano l’esistenza, non restano colpiti dalla notizia del suo recente decesso e accettano di portare le sue ceneri dall’Italia all’America solo per guadagnarsi l’ambita (e cospicua) eredità.

Questo almeno all’inizio. Il lungo viaggio per disperdere le ceneri del padre si trasformerà in una moderna Odissea: l’aereo che doveva portarli comodamente a destinazione sarà costretto a un atterraggio di emergenza e i 5 fratellastri dovranno proseguire in macchina.

Da qui in poi inizia una lunga sequenza di stereotipi del viaggio in auto attraverso il deserto. Si scontreranno con orsi e serpenti, si troveranno coinvolti in rapimenti e inseguimenti, verranno derubati e perderanno tutti i soldi a Las Vegas; insomma, una lunga serie di vicissitudini che li porteranno ad arrivare al lago dove il padre voleva essere disperso con una nuova consapevolezza e con la voglia di cambiare. E di crescere.

Da segnalare il momento della dispersione delle ceneri, che assume le forme di un rito condiviso. Un figlio dopo l’altro spargerà una manciata di ceneri nel lago, salutando un padre mai conosciuto. E se la molla iniziale che li ha spinti a partire è stata l’eredità, sarà la consapevolezza di aver trovato una famiglia a farli arrivare alla meta finale.

Film sulla dispersione delle ceneri

Anche in questo caso, quindi, le ceneri sono il mezzo attraverso il quale i personaggi ritrovano se stessi e costruiscono un rapporto con gli altri, dando un senso nuovo alle loro esistenze.

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Precisazione importante

Ci teniamo a specificare che in Italia è possibile disperdere le ceneri di un defunto anche in natura. La volontà alla dispersione può essere espressa anche solo verbalmente, ma in tal caso il Comune dove è avvenuto il decesso ammette che «La volontà del defunto possa essere certamente provata mediante dichiarazione ritualmente resa dal coniuge, ove presente, e da tutti i congiunti di primo grado di fronte a pubblici ufficiali, e la cui sottoscrizione sia appositamente autenticata» (citazione dalla Legge Regionale 29 luglio 2004 n. 19 “Disciplina in materia funeraria e di polizia mortuaria”).

Questo significa che, per autorizzare la dispersione, il Comune richiederà le firme – ad esempio – sia del coniuge sia di tutti i figli; se uno dei congiunti chiamati a firmare dovesse contrario alla dispersione e si rifiutasse di apporre la sua firma, il Comune non darà il via libera alla dispersione.

Se invece lasciate una volontà scritta (depositandola ad esempio presso SO.CREM Bologna), potete scegliere il luogo dove disperdere le ceneri e identificare una o più persone, a vostra discrezione, che si occuperanno della dispersione; in questo caso saranno solo le persone da voi identificate ad essere convocate dal Comune per firmare e potranno essere anche amici o vicini di casa, non necessariamente parenti.

Per maggiori informazioni

Contattate i nostri uffici: 051241726 – staff@socrem.bologna.it

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