12 lezioni di vita imparate dalla morte

Kashi Labh Mukti Bhawan, a Varanasi, in India,  è uno dei tre alberghi della morte esistenti nella città, dove le persone in fin di vita possono trascorrere gli ultimi giorni in pace e serenità.

Insegnamenti di vita tramite la morte

Fondato nel 1908 , il Mukti Bhawan è molto conosciuto sia all’interno sia al di fuori della città e Bhairav Nath Shukla, direttore di questo particolare albergo da 44 anni, ha visto oltre 12ooo persone, ricche e povere, attendere la morte.

Seduto su una panca di legno del cortile del Mukti Bhawan, Bhairav Nath Shukla ha condiviso con Deepak Ramola, fondatore del blog Project FUEL, 12 lezioni di vita che ha imparato dalle persone da lui assistite.

1. Risolvi i conflitti prima di andartene

«Nel corso della vita, le persone si portano appresso un bagaglio pesantissimo composto da rancori e risentimenti,  solo per poi farlo cadere alla fine del loro viaggio. Il trucco non sta nel non avere conflitti, ma nel risolverli”, dice Shukla che, nella sua esperienza, ha visto innumerevoli storie di moribondi che chiedono di contattare un fratello con il quale non parlavano da anni, oppure un amico, un antico amore.

Shukla ha visto intere famiglie riunirsi poco prima della morte e questo perché la morte si accetta con serenità una volta risolte le questioni rimaste in sospeso.

2. La semplicità è la vera essenza della vita

«Quando le persone si avvicinano alla fine della propria vita – continua Shukla – la cosa della quale si rammaricano di più è di aver trascorso troppo tempo ad accumulare e a creare nuovi bisogni, senza sentirsi mai del tutto appagati”.

Il segreto per arrivare alla morte in pace e serenità è condurre una vita semplice, circondandosi di poche cose alle quali, però, si tiene veramente, tralasciando il superfluo.

3. Filtra il “cattivo” che c’è nelle persone

Ogni persona è composta da sfumature di bene e di male, ma non serve allontanare le persone etichettandole come “cattive”; al contrario, dobbiamo cercare di far emergere le buone qualità che le contraddistinguono.

Nutrire amarezza, risentimento e persino odio non serve a nulla, è molto meglio concentrarsi sulle loro buone qualità: si finirà per conoscere meglio le persone che volevamo allontanare e, chissà, forse si arriverà anche ad amarli.

4. Accetta l’aiuto degli altri

Certo, ci si sente forti e invincibili quando si riesce a fare tutto da soli, ma abbiamo mai pensato a quanto sia limitante? Shukla crede che sia importante offrire aiuto agli altri, ma che sia anche più importante avere il coraggio e l’umiltà di chiedere aiuto quando ne abbiamo bisogno.

«Nel mondo esisteranno sempre persone che conoscono un argomento o sanno fare qualcosa meglio di noi e la loro conoscenza ci può aiutare solo se siamo aperti ad essa», sentenzia Shukla.

5. Trova la bellezza nelle piccole cose

Al Mukti Bhavan, Shukla dedica alla musica almeno 3 momenti ogni giorno. «Alcune persone trovano grande conforto e piacere ad ascoltare la mia musica. Si fermano per gustare le note e per ammirare il suono degli strumenti come se non l’avessero mai sentito», dice il direttore.

Ma perché aspettare gli ultimi attimi di vita per godere di questi piccoli piaceri? La verità è che siamo troppo occupati, preoccupati o di corsa e finiamo per perdere la gioia che si può provare nelle piccole cose della vita, ricordacene solo quando la nostra “scadenza” si avvicina.

6. L’accettazione rende liberi

La maggior parte delle persone cerca milioni di modi differenti per evitare di accettare quello che gli sta accadendo, ma la negazione è una delle emozioni più pericolose per l’essere umano.

«Solo quando si accetta la propria situazione – asserisce Shukla – si diventa liberi di decidere come affrontarla». E questo vale certamente nei confronti della morte, e delle malattie, ma anche e soprattutto in ogni fase della propria vita.

«L’indifferenza e la negazione di un problema – continua Shukla – genera ansia e paura, bloccando l’azione. Al contrario, accettare una certa situazione o condizione rende liberi di pensare, avvicinandoci alle possibili soluzioni».

7. Evita le distinzioni, ti rende la vita più facile

Al Mukti Bhavan tutte le persone che chiedono asilo sono trattate allo stesso modo senza distinzioni di casta, credo, colore o status sociale.

«Le categorizzazioni – spiega Shukla – generano solo complicazioni: cercare di accontentare tutti, offrendo trattamenti speciali a seconda della persona, significa scontentarli tutti. Il giorno in cui tratteremo tutti allo stesso modo sarà il giorno in cui ci preoccuperemo meno di quello che potrebbe o non potrebbe offendere gli altri, accettando noi e gli altri per quello che siamo».

8. Se/quando trovi lo scopo della tua vita, fai qualcosa al riguardo

Molte persone sanno qual è il loro scopo, e già si può considerare una conquista importante, però poi non fanno nulla per raggiungerlo. Quello che succede è che si ritrovano pieni di rimorsi e di rimpianti quando arrivano alla fine della loro esistenza.

Il consiglio è molto semplice: dedicare tempo e fatica a quello che conta veramente.

9. Le (buone) abitudini diventano valori

Le buone abitudini vanno coltivate ogni giorno, con passione e dedizione, solo così diventeranno valori per i quali vale la pena di vivere.

La costruzione delle buone abitudini richiede pratica e tempo: «È come con i muscoli del corpo, vanno allenati tutti i giorni per ristare in ottima forma», sentenzia Shukla.

10. Scegli quello che vuoi imparare

“Negli ultimi giorni della loro vita capita a tante persone di ritrovarsi senza poter comunicare con gli altri. In quei momenti, i più fortunati sono quelli che possono trascorrere le giornate ricordando le cose fatte e le cose imparate nel corso della vita».

Per questo motivo, Shukla consiglia non solo di vivere una vita che valga la pena di ricordare, ma anche di scegliere bene che cosa studiare, leggere e imparare, così che possa essere di sostegno negli ultimi momenti di vita.

11.  Non rompere i legami con le persone; rompi il legame con il pensiero

Nella vita succede spesso che ci si allontani dalle persone e non che questo sia sbagliato in assoluto. Sbagliato è rompere un legame per evitare conflitti.

È invece importante capire che il conflitto non è con la persona, ma con uno specifico pensiero. «Il divorzio – esemplifica Shukla – è con il pensiero e non con la persona».

Il segreto per vivere meglio è capire che non serve provare rancore o risentimento verso le persone, ma che è meglio isolare i pensieri che generano le rotture.

Lo ricordiamo: le persone sono composte da sfumature di “bene” e di “male”, fossilizzarsi sul male significa solo covare inutili rancori. Rancori che – spesso e volentieri – diventano rimpianti.

12. Dona agli altri

Molte persone si ricordano di donare o di fare atti di carità solo verso la fine della loro vita. Il motivo, spiega Shukla, è che la sofferenza che loro provano in quel momento ci permette di comprendere la sofferenza altrui.

E qui introduce il concetto di Dharma che, per Shukla, non si definisce come qualcosa di religioso o di spirituale, e nemmeno come un do ut des, ma che è invece da associare al sentimento empatico del sentirsi responsabili per gli altri, destinando una parte di quello che si possiede per fare del bene.

«Non aggrappatevi a quello che possedete – conclude saggiamente Shukla – alla fine della vita non avrà alcun valore».  

 

Nota di redazione

Questo testo è una rielaborazione dell’articolo 12 life lessons from a man who has seen 12000 deaths

 

Seguici su
Facebook Twitter Youtube
Archivio Notizie