L’Ara Crematoria della Certosa di Bologna

Ara-Crematoria -Certosa-bolognaL’antica Ara Crematoria della Certosa, situata alla destra dell’ingresso principale, è caratterizzata da una struttura architettonica semplice e dignitosa e riporta agli albori di un’epoca nella quale la cremazione, in Italia, cominciò a essere praticata non più su roghi veri e propri, ma in luoghi appositamente destinati allo scopo.

Nel complesso, l’Ara della Certosa è rimasta operativa per più di un secolo, fino alla fine del 2011, quando gli ormai vetusti forni dei quali era dotata hanno cessato di funzionare. Da quel momento sono stati utilizzati i ben più moderni ed efficienti impianti installati presso il nuovo Polo Crematorio di Borgo Panigale, ufficialmente inaugurato nel 2012 (guarda il filmato).

L’Ara fu inaugurata il 5 luglio 1889. Il cammino che si dovette compiere per ottenere quel risultato fu abbastanza travagliato: furono necessarie, fra l’altro, una raccolta popolare di firme, una sottoscrizione per raccogliere fondi e reiterate richieste al municipio per ottenere contributi finanziari.

Il 15 febbraio 1885 la Giunta comunale di Bologna espresse il proprio parere favorevole. Il 24 agosto 1886 il Consiglio comunale approvò il progetto definitivo, addossando al Comune l’onere di costruire il fabbricato e di erigere anche un Cinerario per conservare degnamente le urne. Due anni dopo, fu individuato il sito ritenuto più consono e iniziarono i lavori di costruzione.

Negli anni precedenti la Grande Guerra, l’attività crematoria fu abbastanza intensa e in progressiva espansione: fino al 1913 furono complessivamente eseguite quasi 600 cremazioni e, in quello stesso anno, l’associazione poteva contare su più di 900 aderenti. Il successivo declino della pratica fu determinato soprattutto dalla perdita di presenza e di potere, nelle istituzioni, di quella classe laico-borghese (spesso di appartenenza massonica) che, dopo il Risorgimento, tanto spazio aveva avuto nella società italiana.

Dal 1980 in poi, la cremazione si è invece imposta in termini nuovi: quelli, cioè, dell’emergenza cimiteriale in una società di massa. Queste ragioni, assieme a quelle della maggiore economicità e dell’esser venuto meno il divieto della Chiesa (nel 1963), spiegano come sia stato possibile passare dalle 113 cremazioni del 1980 alle 1.211 del 1996.

L’alimentazione dell’originario forno dell’Ara fu trasformata da legna a gasolio nei primi anni Settanta. Poi, nel 1989, il forno fu demolito e vennero installati due nuovi impianti a metano.

 

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