Il Cinerario della Certosa di Bologna

Sulla sinistra dell’antica Ara Crematoria si trova il Cinerario, dal quale si accede a un piccolo campo esterno dove tombe di pregio, costruite per conservare le urne dei cremati, sembrano stese nella quiete di una vegetazione a dimensione di uomo (guarda il filmato).

Campo urne cinerario certosa

La costruzione di questo edificio fu ben più lenta rispetto a quella dell’Ara. Il progetto, opera dell’ingegner Carpi, venne approvato il 12 novembre 1908 e fu quindi realizzato negli anni che precedettero il primo conflitto mondiale.

A differenza dell’Ara, sul piano architettonico il Cinerario ripropone gli ordini canonici peculiari del monumentalismo ottocentesco. La lunga sala interna è coperta da una volta ellittica, che richiama la Sala delle Tombe e quella delle Catacombe.

Cinerario della Certosa - ingresso

Alle due estremità si collocano i monumenti Rimini e Grazioli, due statue importanti e severe che animano fortemente lo spazio interiore. All’interno sono molto rare sia la simbologia cristiana sia quella massonica, e lo stesso può dirsi per i ritratti, sostanzialmente estranei allo spirito del luogo.

Il campo esterno si distingue per la riuscita simbiosi fra i monumenti e la vegetazione. Qui si trovano importanti tombe monumentali come quella dell’ingegner Antonio Cavalieri Ducati, fondatore dell’omonima azienda (1926), e quella del giurista Eugenio Jacchia (1939).

Vicino all’ingresso, una semplice lastra di travertino sigilla l’urna di Attilio Momigliano, illustre letterato morto nel 1952.

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